Buon Natale 2023 con l’immagine di un paggetto scattata in una chiesa umbra e arrichita della croce di San Damiano e delle parole del canto degli angeli ai pastori, che nell’ultima revisione biblica della Cei è diventato da ‘Pace agli uomini di buona volontà’ a ‘Pace agli uomini, che egli ama’.

Ho proposto ad un gruppo di grecisti FB il quesito su secondo loro qual’era la più corretta traduzione,

vedi qui il dibattito, al termine del quale mi sono convinto che la mia scelta è stata la migliore…

Cioè lasciare il latino, il canto angelico, e lasciare in greco il termine discusso: εὐδοκίας.

εὐδοκίας

Già come tradurre questo termine εὐδοκίας ?

Come un azione che viene da Dio, una sorta di beneplacito, di benevolenza divina, o come una caratteristica umana, di buona volontà, di buona fama, di buona reputazione o di ‘buona gloria’ essendo il termine δοκίας è più o meno uguale a quello iniziale della frase e il termine εὐ significa buono come in certe parole che abbiamo conservato in italiano, per esempio Eutanasia ovvero ‘buona morte’.

Nella discussione che si è sviluppata su FB si è sviscerata abbastanza la questione, e chissà se continuerà anche dopo Natale con qualche altro intervento, ma di fatto il canto di Pace degli Angeli, quest’anno a Betlemme non è risuonato, non è stata celebrata, giustamente, la liturgia di Natale mentre a pochi chilometri la guerra infuria e i bambini vengono uccisi a migliaia, anche nel giorno di Natale…

Sembra una grazia impossibile, ma quello che chiediamo al bambino Gesù quest’anno, è che non solo cessi la guerra e ogni forma di ostilità, ma che si riprenda un dialogo di pace, reso difficilissimo se non impossibile dal tanto sangue sparso ma come disse l’angelo Gabriele alla Vergine Maria, nessuna parola profetica è impossibile che Dio non realizzi, e la Bibbia abbonda di profezie di pace…

E Assisi sulla pace avrà certamente il suo ruolo.

Buon Natale

Claudio Pace

Lascia un commento